Obesità e bullismo. Un pericolo insidioso che può essere sconfitto.

Gli atti di bullismo avverso le persone, soprattutto i giovani, obese e sovrappeso sono in costante aumento. Giungo a questa conclusione non solamente grazie all’osservazione clinica, al confronto con i Colleghi e alla lettura delle ultime ricerche scientifiche, ma, purtroppo, a causa del costante constatare questo dato guardando il telegiornale.
Il peso e l’immagine corporea stanno diventando uno degli oggetti più bersagliati fra gli adolescenti.

Obesità e bullismo

Negli ultimi anni il bullismo nei confronti dei giovani obesi sta diventando un problema sociale, atteso che il numero dei ragazzi e delle ragazze in sovrappeso o obesi sta aumentando grandemente, e colpisce a prescindere dal livello socio-culturale di provenienza. Il corpo sovrappeso o obeso è facilmente visibile, non passa inosservato e diventa facilmente oggetto di commenti, feroci giudizi e di stigma sociali (anche fra gli adulti).
I soggetti sovrappeso e obesi esulano dal canone di bellezza estetica verso il quale la società contemporanea ci indirizza e ciò fa sì che questi vengano emarginati, derisi e denigrati, nel peggiore dei casi, diventino oggetto di violenza verbale e fisica.

Il fenomeno del bullismo

“Il termine bullismo non indica qualsiasi comportamento aggressivo o comunque gravemente scorretto nei confronti di uno o più […], ma precisamente […] ‘un insieme di comportamenti verbali, fisici e psicologici reiterati nel tempo, posti in essere da un individuo, o da un gruppo di individui, nei confronti di individui più deboli’. […] La debolezza della vittima o delle vittime può dipendere da caratteristiche personali […] o socioculturali […]. I comportamenti (reiterati) che si configurano come manifestazioni di bullismo sono vari, e vanno dall’offesa alla minaccia, dall’esclusione dal gruppo alla maldicenza, dall’appropriazione indebita di oggetti […] fino a picchiare o costringere la vittima a fare qualcosa contro la propria volontà.” [1]
Il bullismo può essere esercitato anche in forma virtuale sui principali social network e prende il nome di cyberbullismo (Per approfondimenti sulla differenza fra bullismo e cyberbullismo si rimanda all’ottimo schema presente sul sito del MIUR).

Caratteristiche del bullismo

Il bullismo ha caratteristiche generali e distintive:

  • intenzionalità: il bullo agisce deliberatamente con l’intenzione di offendere, ferire, danneggiare o far del male ad un’altra persona ed è spesso affiancato da un altro che viene definito “assistente del bullo”
  • durata temporale: sebbene anche un singolo comportamento possa essere considerato una forma di bullismo, di solito si tratta di atti reiterati nel tempo e con una certa frequenza
  • disuguaglianza tra bullo e vittima: il bullo è quasi sempre più forte della media dei suoi coetanei, al contrario, la vittima è più debole dei suoi pari; il bullo di solito è più grande di età rispetto alla vittima; il bullo quasi sempre è maschio, anche se sono in aumento le femmine, mentre la vittima può essere indifferentemente maschio o femmina
  • isolamento: la vittima si sente isolata ed esposta, spesso ha molta paura di riferire gli episodi di bullismo perché teme rappresaglie e vendette

Scuola, obesità e bullismo

Sfortunatamente, pare che la maggior parte degli atti di bullismo avvengano a scuola o nelle immediate vicinanze in quanto le prevaricazioni vengono attuate dai pari.
Per completezza, mi trovo, purtroppo, a dover segnalare come, in alcuni casi, il bullismo non sia orizzontale (dai pari), ma verticale (dagli adulti). Può infatti accadere che il “bullo” sia l’insegnante, l’allenatore, un altro genitore che, con affermazioni ingiuriose, sprezzanti e offensive svilisce il giovane.

Effetti del bullismo legati all’obesità

Gli effetti di tutto questo possono essere a lungo termine e intaccare fortemente l’autostima innalzando i livelli di ansia tanto da indurre il soggetto ad un considerevole disinvestimento dalla scuola, allo sviluppo di una sintomatologia ansiosa, difficoltà di addormentamento con risvegli notturni, alimentazione compulsiva e ad un progressivo ritiro sociale.
Al fine di gestire tutto questo è possibile che preadolescenti e adolescenti vittime di bullismo, di derisione, di ostracismo a causa del loro peso possano cercare rifugio nell’abuso di sostanze stupefacenti e di alcool, in particolar modo fra i maschi (per ulteriori approfondimenti sul tema mi permetto di rimandare al mio articolo “Quale legame fra disturbi alimentari e dipendenze?”.
Un’altra strategia che può essere adottata è quella di una dieta fai-da-te, a volte troppo drastica, scaricata da internet o consigliata su qualche social da qualche coetaneo. Diventa quindi fondamentale che i genitori possano prestare attenzione quando assistono a comportamenti insoliti quali eliminare la panatura dai bastoncini di pesce o dalla cotoletta, scartare regolarmente il grasso del prosciutto, evitare la pasta e tutto ciò che afferisce al mondo dei carboidrati e quindi considerato come “calorico e ingrassante”. L’effetto di tutto questo potrebbe essere l’insorgenza di un disturbo alimentare, laddove venga osservato un repentino calo di peso, un eccesso di attenzione alla forma corporea e un’autostima legata al numero che la bilancia restituisce. Anche rapidi cambiamenti nel comportamento possono essere indicatori di un disagio, ad esempio bambine e ragazze intellettualmente brillanti, solari e socievoli calano bruscamente nel rendimento scolastico, diventano chiuse, spente, irritabili e aggressive.

Attesa la delicatezza del tema che, in diversi casi, può sfociare anche nella commissione di un reato, mi permetto di rimandare direttamente alla pagina specifica presente sul sito dei Carabinieri perché non bisogna aver paura di denunciare.

Il bullismo può essere fermato.

Il disagio legato al sovrappeso e all’obesità può essere superato. Se pensi che tuo figlio possa essere vittima di bullismo a causa del suo peso, non aspettare, puoi aiutarlo ad affrontare e superare questa problematica parlando con una specialista preparata che ti aiuterà a valorizzare appieno il tuo ruolo genitoriale.

[1] Guarino, A., Lancellotti, R., Serantoni, G. Bullismo. Aspetti giuridici, teorie psicologiche e tecniche di intervento, pp. 13-14. Franco Angeli, Milano 2011

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Dott.ssa Valentina Carretta
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