Psicologo e nutrizionista: la rete nel trattamento dei disordini alimentari.

Nel trattamento dei disturbi del comportamento alimentare il nutrizionista è fondamentale!

La persona che soffre di un disturbo alimentare può trarre grande giovamanto nel suo percorso di cura laddove venga seguito da uno psicoterapeuta che lavora in equipe con un nutrizionista. Questa figura può, infatti, accompagnare il paziente in una più dettagliata conoscenza del suo corpo e nell’incontro con gli elementi che compongono quel numero che appare sulla bilancia, avendo poi uno spazio psicoterapico per elaborare queste preziose informazioni e le paure legate all’aumento o alla diminuzione della massa grassa, ad esempio.

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La figura del nutrizionista nei disturbi alimentari

La nutrizionista, professionista spesso consultata prima della psicoterapeuta, è in grado di notare la particolare modalità del soggetto di rapportarsi al proprio corpo e alla propria immagine corporea e di cogliere quei piccoli messaggi, quei segnali di disagio che potrebbe essere fruttifero interpretare per aumentare il benessere del soggetto e consentirgli di migliorare il rapporto con il proprio corpo e con il cibo. Disturbi alimentari: nutrizionista e psicologo alimentareNella mia pratica clinica, la collaborazione con diverse biologhe nutrizioniste si è rivelata estremamente fruttifera nel trattamento di persone con disordini e/o disturbi alimentari dal momento che la loro competenza in questo ambito è riuscita a rassicurare e accompagnare i pazienti in quel tratto di strada che riguardava l’aumento o la diminuzione del loro peso. Supportare una persona che inizia un percorso nutrizionale partendo anche da una dialettizzazione dei suoi gusti e delle sue abitudini consente una maggiore aderenza al piano alimentare proposto e migliori risultati, a lungo termine, laddove questo percorso sia inserito in un intervento ad ampio spettro che tenga conto degli aspetti emotivi legati al cibo.

Qual è il ruolo del nutrizionista nel trattamento dei disturbi alimentari?

Il nutrizionista specializzato nel trattamento dei disturbi del comportamento alimentare gioca un ruolo fondamentale accanto allo psicoterapeuta e all’equipe curante.

La sua figura è preziosa in quanto può aiutare il suo assistito a riconoscere le proprie ossessioni nei confronti del cibo e ad uscirne progressivamente allontanandosi dallo schema rigido, spesso presente, di “cibi buoni e cibi cattivi”, “cibi consentiti e cibi non consentiti”. Questo specialista può, lentamente, rispettando i tempi del soggetto, provare ad introdurre nuovi cibi e, mediante l’esame non invasivo bioimpedenziometrico, conosciuto come BIA (Body Impedence Assesment, è un’analisi di tipo bioelettrico con il quale valutare quantitativamente e qualitativamente la composizione corporea), aiutare il soggetto a conoscere meglio il suo corpo e le sua oscillazioni di peso e a leggere in profondità il dato che appare sulla bilancia.

Perché è importante il nutrizionista quando parliamo di disturbi alimentari?

I nutrizionisti possono intercettare precocemente il problema, ad esempio intervenendo con programmi di rieducazione alimentare e di dimagrimento, soprattutto nei casi di obesità infantile e adolescenziale, ma anche affiancando tutte quelle ragazze e ragazzi che vogliono perdere peso laddove non ne avrebbero assolutamente necessità.

In Italia contiamo 18 milioni di adulti in sovrappeso e 5 milioni sono invece i soggetti obesi, ovvero una persona su dieci [dati Italian Obesity Barometer Report]. Il dato più allarmante riguarda la popolazione giovanile in quanto siamo il primo paese in Europa per obesità infantile. In Italia, secondo l’Osservatorio del Ministero della Salute, sono più di tre milioni le persone che soffrono di disturbi del comportamento alimentare e questi dati sono, purtroppo, in costante aumento, con un’importante accelerazione osservata durante il lockdown (per ulteriori approfondimenti si rimanda all’articolo “Lockdown e alimentazione. Isolamento, incertezza, ansia riacutizzano e promuovono l’insorgenza dei disturbi alimentari.”).

È imprescindibile quindi che il nutrizionista, adeguatamente formatosi, possa rendersi conto tempestivamente se davanti a lui vi è una situazione potenzialmente patologica o meno perchè, un intervento precoce, è fondamentale per l’evoluzione di un disturbo alimentare.

Interrogare il comportamento alimentare

Il nutrizionista è fondamentale nel trattamento dei disturbi alimentariVi sono dei disordini alimentari che caratterizzano la vita di ciascuno di noi senza configurarsi come un disturbo del comportamento alimentare (anoressia, bulimia, obesità, …) (per ulteriori approfondimenti si rimanda all’articolo “Disagio alimentare o disturbo alimentare? Interroghiamoci…”), ma che sono, tuttavia, degni di un approfondimento psicologico al fine di comprendere cosa si nasconda dietro a questo disordine che infastidisce il soggetto e lo conduce alla consultazione di una nutrizionista. Un breve approfondimento su questo tema può consentire al soggetto di conoscere meglio alcuni aspetti di sé e far sì che il nuovo regime alimentare al quale si sottopone per aumentare o diminuire la sua massa ponderale sia inserito all’interno della sua storia soggettiva e più semplice da portare avanti, non più come una fatica, ma come uno stile di vita.

Rischi di una dieta fai-da-te

Spesse volte può capitare di voler fare da soli e di intraprendere una dieta senza farsi accompagnare da una figura specialista e, per quanto possano anche raggiungersi buoni risultati in termini di dimagrimento, vi sono dei rischi non trascurabili a cui prestare attenzione, ad esempio:

  1. mancanza di equilibrio nel percorso di dimagrimento può creare scompensi al nostro organismo
  2. una restrizione calorica non controllata priva il nostro organismo di nutrienti importanti
  3. rallentamento del metabolismo
  4. abbassamento del tono dell’umore e maggiore irritabilità
  5. cambiamento troppo repentino della propria immagine corporea senza che vi sia un “allineamento psicologico” a tale cambiamento
  6. mal di testa ed eccessivo affaticamento
  7. perdita di densità ossea
  8. sviluppo di un disturbo alimentare

Al fine di approfondire questo tema e di prendere consapevolezza degli effetti di una dieta fai-da-te mi permetto di rimandare all’articolo “La dieta mi è sfuggita di mano. Donne e magrezza.”

La preziosità del lavoro in rete fra professionisti: psicologo e nutrizionista (ma non solo)

La nutrizionista che ha sviluppato una certa sensibilità alla problematica dei disturbi del comportamento alimentare, e collabora in rete con altri professionisti, può configurarsi come una risorsa preziosa in una fase preliminare del lavoro psicoterapico. Anzitutto può accorgersi, fra i primi, della presenza di indicatori di un disturbo, di difficoltà connesse a questo ambito e a quello dell’immagine corporea, a differenza dei familiari a cui il soggetto tende spesso a celare questo disagio; può magari raccogliere delle confidenze, tutelate dal segreto professionale, del suo paziente; può trovarsi in una posizione privilegiata per fare in modo che si apra una breccia che permetta al paziente di iniziare a soffermarsi e ad interrogare questo sintomo per vedere se si tratta di un sintomo parlante. Alcune pazienti hanno infatti evidenziato come sia stato proprio questo suggerimento inaspettato da parte della loro nutrizionista a dare il via ad una serie di riflessioni che le hanno poi condotte a chiedere un appuntamento per un consulto psicologico con una psicoterapeuta.

Psicologo e nutrizionista inseme nell'equipe curante per i disturbi alimentariLa nutrizionista attenta al soggetto nella sua complessità non si limita, quindi, a consegnarli il numero restituito dalla bilancia e ad indicargli cosa debba o non mangiare, ma, attraverso i suoi strumenti peculiari, ad esempio l’esame bioimpedenziometrico, è in grado di presentare al soggetto il suo peso e gli articolati elementi che lo compongono e di renderli elementi parlanti.

Puntualizzando, potremmo dire che la nutrizionista aiuta il soggetto a non ridurre tutta la questione ad un semplice numero, mentre la psicoterapeuta aiuta il soggetto ad articolare un discorso attorno a quel numero e a ciò che questo significa per lui.


Nel trattamento dei disturbi del comportamento alimentare il lavoro d’equipe fra diverse figure professionali è necessario e fondamentale per una presa in carico globale del soggetto. Si rimanda ad altro articolo sul tema dal titolo “Dentista e psicologo: l’importanza del lavoro di rete nel trattamento dei disturbi alimentari”


Ti ricordo che la dott.ssa Valentina Carretta collabora con la dott.ssa Elena Gerli, (ma anche con la tua nutrizionista, se ne hai già una che ti segue), un’esperta biologa nutrizionista che si avvale dell’analisi impedenziometrica, con Studio in Cernusco sul Naviglio, per meglio assistere quei pazienti che facciano richiesta anche di un percorso nutrizionale in affiancamento al percorso psicoterapico.


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Dott.ssa Valentina Carretta
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